Educazione

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Per me non è attraverso un pieno, un tutto, che non lascia spazio all’individuo, che si crea e si diventa soggetti consapevoli e desideranti, ma è attraverso la mancanza.

Svolgo attività di formazione allo sviluppo della creatività, ho lavorato diversi anni come docente formatrice di educatrici dell’Asilo Nido perché sviluppassero la propria creatività e quella dei bambini tramite Assonidi.

Sono docente abilitata di disegno odontotecnico nella scuola secondaria superiore e da diversi anni svolgo un laboratorio artistico LAB ART. 21 con gli studenti, al fine di promuovere autonomia, autostima e aggregazione, oltre che per favorire le proprie capacità creative e di problem solving.

La scuola contemporanea sente la forte necessità di comprendere tutte le voci, quelle dei ruoli, delle differenze e delle posizioni, in nome di un ordine e di un confronto reale. Esiste un forte bisogno di ascoltare, coadiuvare e sviluppare il desiderio degli alunni; il tutto in un’ottica di lavoro basata su gusti, propensioni e modalità di apprendimento proprie di ciascun allievo, visto come un soggetto con le sue specificità. Inoltre, vi è un forte bisogno di struttura e di regola, la quale, nella tarda metà del Novecento, si è iniziata a perdere, in nome di una libertà che invece di liberare ha ingabbiato, lasciando uno spazio sconfinato dove il desiderio non trova pace ne’ luogo e dove lo spaesamento regna sovrano.

L’insegnante che desidero essere, alla luce di quanto si è detto, struttura il suo lavoro intorno a due polarità: regola e desiderio, le quali sono in stretta correlazione e che non dovrebbero sussistere l’una senza l’altra.

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